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Dove tutto ha avuto origine

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Come ho iniziato a scrivere le mie storie.

A volte una passione nasce quasi per caso, in un momento qualunque, senza che ce ne rendiamo subito conto.

Nel mio caso tutto è iniziato negli anni ’90, quando frequentavo il primo o il secondo anno delle superiori. Avevo circa 15 o 16 anni, quindi parliamo di ormai 27 o 28 anni fa.

Un giorno la professoressa chiese a noi alunni di scrivere una storia a piacere. Devo essere sincero: all’epoca non amavo particolarmente scrivere a mano. Avevo una calligrafia poco ordinata e, come ancora oggi può capitare, facevo diversi errori di ortografia. Per questo motivo preferivo usare il computer, perché mi permetteva di scrivere più velocemente e in modo più chiaro.

Chiesi quindi alla professoressa se fosse possibile svolgere il compito al PC. Lei mi disse di sì.

Così scrissi una storia di fantascienza, completamente inventata da me. Purtroppo quella storia oggi non esiste più, ma resta comunque molto importante per me, perché fu la primissima storia nata davvero dalla mia fantasia.

Mentre la scrivevo, mi accorsi di una cosa: dentro di me c’era qualcosa che mi portava a immaginare mondi, situazioni particolari, scene di fantascienza e storie fuori dal comune. Non sapevo ancora dove mi avrebbe portato tutto questo, ma capii che scrivere mi permetteva di dare forma a immagini e idee che avevo nella mente.

Da quel momento, anche se in modo discontinuo, iniziai ogni tanto a scrivere delle storie. Per lunghi periodi lasciavo perdere, poi riprendevo. Era una passione che tornava sempre, anche quando sembrava messa da parte.

Con il passare degli anni, anche alcune persone incontrate nella mia vita sono diventate una grande fonte di ispirazione. In particolare, nel 2012 conobbi quella che sarebbe poi diventata mia moglie. Lei ha avuto un ruolo importante nella mia immaginazione e, in un certo senso, è diventata una delle mie prime vere muse narrative. Spesso, nelle storie che scrivevo, prendeva forma una protagonista ispirata a lei: una presenza femminile forte, affascinante e centrale, capace di dare più emozione e profondità ai miei racconti. Da lì iniziai a costruire trame sempre più personali, più sentite e più vicine al mio modo di vedere la narrativa. Le mie storie sono sempre state concentrate soprattutto sulla fantascienza, ma quasi mai su una fantascienza fredda o puramente tecnologica. Per me deve esserci sempre anche un tocco romantico, emotivo, umano. Una storia di fantascienza senza sentimento, senza legami e senza emozioni, mi sembra incompleta. Rischia di diventare piatta, distante, quasi scontata.

All’epoca, ovviamente, non esistevano strumenti come l’intelligenza artificiale. Scrivevo da solo, rileggevo più volte, correggevo come potevo, ma qualche errore rimaneva sempre. Le idee c’erano, la fantasia anche, ma la parte tecnica della scrittura richiedeva molto più tempo e attenzione.

Negli ultimi anni, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, mi sono chiesto: perché non usarla come supporto per correggere le mie storie e renderle più professionali nella forma?

Da lì ho iniziato a servirmene come strumento di revisione, correzione e miglioramento dello stile. Una delle prime storie nate con questo tipo di supporto dovrebbe essere stata "Missione Matrik: Il Giudizio della Creatrice", che oggi potete trovare nella sezione libri del sito.

Tengo però a precisare una cosa importante: come spiegato anche in altre sezioni di Ink of Christian, l’intelligenza artificiale non crea le mie storie al posto mio.

La uso per rendere i testi più fluidi, più corretti e più professionali dal punto di vista della scrittura. Ma il contenuto, la trama, il senso della storia, i personaggi, gli oggetti, gli scenari e le idee narrative nascono dalla mia fantasia. Sono il risultato del mio immaginario, delle mie intuizioni e del mio modo di raccontare.

Grazie a questo supporto, ho iniziato a scrivere storie più lunghe e strutturate. Tra queste, una delle più importanti per me è sicuramente la saga "L’Isola del Tempo".

A mio parere è una storia intensa, particolare e ricca di emozioni. Ma naturalmente preferisco lasciare che siano i lettori a giudicarla.

Per questo, se siete curiosi, vi invito a scoprire almeno il primo libro della saga:

"L’Isola del Tempo: La sua vita nel battito di lei"

È disponibile anche in formato digitale, a un prezzo accessibile. Se lo leggerete, mi farebbe molto piacere conoscere il vostro parere. Potete scriverlo nei commenti oppure inviarmi una mail attraverso il sito.

Questa, in breve, è la storia di come ho iniziato a scrivere. Un percorso nato quasi per caso tra i banchi di scuola, cresciuto nel tempo tra fantasia, passione, ispirazione e voglia di dare vita a mondi narrativi sempre più personali.

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