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LA REGINA DEGLI ABISSI:

3 set
Tempo di lettura: 6 min

La regina degli abissi - Articolo libro fantasy scifi - Curiosità


QUANDO L’AMORE TI PORTA DOVE NESSUN UOMO AVREBBE MAI PENSATO DI ARRIVARE




Quanto conosciamo davvero degli oceani?

 

Li osserviamo dalla superficie, li attraversiamo, li studiamo. Eppure, più si scende in profondità, più il nostro pianeta sembra trasformarsi in qualcosa di completamente diverso.

 

Un mondo oscuro, silenzioso, immenso.

Ed è proprio da una domanda tanto semplice quanto affascinante che prende vita “La Regina degli Abissi”:

E se, nelle profondità più inaccessibili dell’oceano, non fossimo davvero soli?

 

UN INCONTRO CHE CAMBIA OGNI COSA


 

Nico non è un eroe.

È un uomo normale, un pescatore, con una vita molto più vicina alla nostra quotidianità che a un’avventura fantascientifica.

Poi incontra Kezia.

Una ragazza bellissima, elegante, misteriosa.

 

All’apparenza potrebbe sembrare semplicemente una giovane donna fuori dal comune. Ma c’è qualcosa in lei che Nico non riesce a comprendere fino in fondo.

Il suo modo di parlare.

La sua tranquillità.

Il rapporto quasi inspiegabile che sembra avere con l’oceano.

E soprattutto quella sensazione, sempre più forte, che dietro il suo sguardo si nasconda qualcosa di immensamente più grande.

Nico ancora non lo sa, ma quell’incontro finirà per mettere in discussione tutto ciò che ha sempre creduto possibile.

Perché Kezia non appartiene realmente al mondo che lui conosce.

 

CHI È DAVVERO KEZIA?

 

Kezia rappresenta uno degli elementi centrali de “La Regina degli Abissi”.

È una donna dall’aspetto umano, ma la sua natura appartiene a una civiltà completamente diversa dalla nostra.

Una civiltà antichissima.

Un popolo capace di vivere nelle profondità oceaniche e di sviluppare una relazione biologica con l’ambiente marino che per un essere umano sarebbe quasi impossibile concepire.

Ma Kezia non è soltanto questo.

 

È una Regina.

 

E proprio qui nasce uno dei contrasti che più mi interessava raccontare. Kezia possiede un’autorità enorme, eppure rifiuta l’idea stessa di sentirsi superiore agli altri. Non desidera essere venerata. Non vuole essere una sovrana distante. La sua forza non nasce dalla paura che riesce a incutere, ma dal rapporto di fiducia che ha costruito con il proprio popolo.

Può essere autorevole e, contemporaneamente, estremamente dolce.

Può possedere capacità che per un essere umano sembrerebbero quasi impossibili e, nello stesso momento, desiderare qualcosa di molto semplice: essere amata come persona.

 

IL MONDO DEI NANFIBI

 

Scendendo insieme a Nico nelle profondità dell’oceano, il lettore entra progressivamente in un universo completamente nuovo.

 

I Nanfibi hanno un aspetto umano, ma la loro biologia si è evoluta in maniera profondamente diversa.

Vivono nell’acqua con la stessa naturalezza con cui noi respiriamo sulla terraferma.

La loro civiltà non è fatta semplicemente di tecnologia.

Nel loro mondo, biologia e tecnologia hanno imparato a convivere fino quasi a diventare la stessa cosa.

 

Coralli vivi.

 

Materiali organici.

 

Bioluminescenza.

 

Architetture nate dall’ambiente marino.

 

Sistemi biologici capaci di svolgere funzioni che noi affideremmo a una macchina.

 

Persino la comunicazione può avvenire attraverso particolari frequenze radio-biologiche. L’obiettivo non era creare soltanto “una città sotto il mare”, ma provare a immaginare una civiltà che avesse avuto migliaia di anni per svilupparsi seguendo regole completamente differenti dalle nostre.

 

L’ABISSO COME UN ALTRO MONDO

 

Nel romanzo l’oceano non rappresenta semplicemente lo scenario della storia.

È quasi un personaggio.

Più Nico scende in profondità, più il mondo umano sembra allontanarsi.

 

La luce cambia.

 

I colori cambiano.

 

Le creature cambiano.

 

E ciò che inizialmente potrebbe sembrare un luogo ostile comincia lentamente a trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.

 

Giardini sommersi.

 

Flora bioluminescente.

 

Creature mai viste.

 

Palazzi di corallo vivo.

 

Strade attraversate nuotando.

 

Un’intera società nascosta nel punto in cui, per l’uomo, dovrebbe esistere soltanto il buio.

Ed è proprio questo contrasto che volevo ottenere:

trasformare uno dei luoghi apparentemente più inospitali del nostro pianeta in un mondo pieno di vita.

 

MA “LA REGINA DEGLI ABISSI” È SOPRATTUTTO UNA STORIA D’AMORE

 

Dietro la fantascienza, gli abissi, la biologia aliena e la scoperta di un’altra civiltà, il cuore della storia rimane il rapporto tra Kezia e Nico.

Due persone provenienti da mondi che non potrebbero essere più diversi.

Un essere umano e una creatura appartenente a una specie antichissima.

Due vite che, secondo qualsiasi logica, non avrebbero mai dovuto incontrarsi.

Eppure si incontrano.

Da quel momento il viaggio di Nico non sarà soltanto un viaggio verso il fondo dell’oceano.

Sarà anche una trasformazione personale.

Una domanda accompagnerà progressivamente la storia:

quanto saresti disposto a lasciare alle spalle per seguire la persona che ami?

E cosa succederebbe se, per stare realmente con lei, dovessi diventare parte del suo mondo?

 

COME È NATA “LA REGINA DEGLI ABISSI”

 

Questa storia, in realtà, nasce molti anni fa.

Molto prima che nella mia vita entrasse la donna che oggi chiamo la mia Regina, la donna dei miei sogni, la mia musa ispiratrice e, soprattutto, mia moglie.

All’epoca “La Regina degli Abissi” era soltanto un piccolo racconto.

Cinque o sei pagine.

L’idea esisteva già, ma era appena abbozzata: un incontro, una donna misteriosa, l’oceano e qualcosa di straordinario nascosto dietro quella figura.

Poi quella storia è rimasta lì per molti anni.

 

Il tempo è passato.

E nel frattempo la mia vita è cambiata.

Ho incontrato la donna che oggi è al mio fianco.

La mia vera Regina.

Con il passare del tempo è diventata anche la mia principale musa ispiratrice per molte delle storie che scrivo.

Un giorno ho ripreso quel vecchio racconto.

L’ho riletto. E mi sono chiesto:

perché lasciare una storia che mi piace ancora così tanto racchiusa in appena cinque o sei pagine?

 

Così ho deciso di ricominciare.

Non semplicemente riscrivendola, ma ampliandola.

Ho iniziato a costruire meglio il mondo degli abissi, la civiltà dei Nanfibi, la loro biologia, i personaggi, il rapporto tra Kezia e Nico e tutto ciò che circondava quella piccola storia originale.

Quelle poche pagine sono diventate più di cento.

Ma nel frattempo era cambiato anche qualcosa di molto più importante.

Ero cambiato io.

Adesso avevo accanto la mia vera Regina.

Ed era inevitabile che qualcosa di lei finisse dentro Kezia.

Il suo modo di essere.

Ciò che rappresenta per me.

Il modo in cui io stesso guardo la donna che ho accanto.

La sua presenza nella mia vita.

Per questo esiste una piccola particolarità alla quale sono particolarmente legato:

 

“La Regina degli Abissi” è nata prima che conoscessi mia moglie.

 

Ma la Regina degli Abissi che esiste oggi è cresciuta anche grazie a lei.

La storia originale appartiene al passato.

La nuova versione porta dentro qualcosa della mia vita presente.

E forse è proprio questo che ha permesso a un racconto di poche pagine di trasformarsi in qualcosa di molto più grande e, soprattutto, molto più personale.

 

UN MONDO CHE HA ANCHE LA SUA MUSICA

 

Durante lo sviluppo del progetto ho voluto fare un ulteriore passo.

Non volevo che “La Regina degli Abissi” avesse soltanto delle immagini nella mia mente.

Volevo che avesse anche un suono.

È nata così una vera colonna sonora narrativa dedicata al romanzo.

Non semplicemente una raccolta di brani, ma una serie di tracce costruite attorno agli eventi, ai luoghi e alle emozioni della storia.

 

Kezia ha il suo tema.

 

Nico ha il suo tema.

 

L’Abisso ha il proprio tema.

 

I Nanfibi hanno il loro.

 

Persino alcuni degli elementi più particolari dell’universo narrativo possiedono un proprio leitmotiv.

Le sonorità spaziano tra cinematic ambient, orchestrale, fantasy e fantascienza, cercando di ricreare musicalmente quella sensazione di immensità, mistero e meraviglia che caratterizza gli abissi del romanzo.

È un modo diverso di entrare nella storia.

Non soltanto leggerla.

Ma provare ad ascoltarla.

 

DALLE PAGINE ALLE IMMAGINI

 

Anche il trailer nasce dallo stesso desiderio.

Provare a mostrare, almeno per qualche istante, ciò che fino a quel momento era esistito soltanto nelle pagine.

Un piccolo pianeta blu sospeso nel cosmo.

Una decisione presa migliaia di anni prima dell’inizio della nostra storia.

Un incontro apparentemente casuale.

Una ragazza che forse non è ciò che sembra.

 

E poi… l’Abisso.

 

Il trailer non vuole raccontare il libro.

Vuole semplicemente aprire una porta.

Sta poi a chi lo guarda decidere se attraversarla.

 

PERCHÉ LEGGERE “LA REGINA DEGLI ABISSI”?

 

Se ami le storie che mescolano amore, fantascienza, mistero, mondi sconosciuti e un pizzico di impossibile, forse gli abissi di Kezia potrebbero essere un luogo interessante da esplorare.

Ma non aspettarti soltanto una storia su una civiltà nascosta.

“La Regina degli Abissi” parla anche di appartenenza.

 

Di fiducia.

 

Di diversità.

 

Di cambiamento.

 

Del significato di sentirsi finalmente a casa.

E soprattutto di ciò che può succedere quando una persona entra nella nostra vita e riesce a cambiare completamente il modo in cui guardiamo il nostro mondo.

 

SCOPRI “LA REGINA DEGLI ABISSI”

 

Se vuoi conoscere Kezia, Nico e ciò che si nasconde nelle profondità dell’oceano, puoi scoprire il progetto, vedere il trailer e trovare maggiori informazioni sul libro su: link che segue:


 

“La Regina degli Abissi” ti aspetta.

 

Perché forse il vero mistero non è ciò che si nasconde sul fondo dell’oceano.

Forse il vero mistero è capire fino a dove siamo disposti a spingerci quando troviamo finalmente il luogo — e la persona — a cui sentiamo di appartenere.

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